Storia e Informazioni turistiche di Zaragoza

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TURISMO SPAGNA
INFORMAZIONI TURISTICHE ZARAGOZA
NELLA PAGINA: ZARAGOZA
  1. Cenni storici su Zaragoza
  2. La Seo - La cattedrale del Savador
  3. La Basilica del Pilar
  4. Leggenda di Santiago
  5. La Zuda
  6. Il Palazzo della Aljaferia
  7. El Trobador
  8. Il Graal di Valencia
  9. La Corona di Aragona
  10. Zaragoza e la Guerra di Indipendenza dai Francesi
  11. I Musei di Zaragoza
  12. Informazioni Turistiche
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» Storia della Corona di Aragona
TURISMO SPAGNA - ZARAGOZA

TURISMO IN SPAGNA ZARAGOZA


CENNI STORICI DI ZARAGOZA - SARAGOZZA
Cesare Augusto Imperatore RomanoLa provincia di Aragona o Aragón (castigliano) prima di diventare un regno fu un insediamento romano che all'epoca di Augusto si chiamava Caesaraugusta  faceva parte della provincia Hispania Citerior Tarraconensis, di cui oggi rimane:
- parte del foro (museo, Plaza de la Seo),
- le terme (calle de San Juan y San Pedro),
- il teatro di Tiberio,
- il porto fluviale nell'omonimo museo (Museo Del Puerto Fluvial De Caesaraugusta, Plaza San Bruno, 8),
- le antiche mura romane che vennero sostituite nel medioevo con mura Visigote e poi  Musulmane e successivamente, divennero le mura  medievali di Alfonso I che fece di Zaragoza la Capitale di Aragona. Prima di essere romanizzata, questo luogo era abitato dagli Iberi e si chiamava Salduie, e quando ci fu la guerra della Cantabria, ai legionari andati in pensione, venne concesso il diritto di vivere e prosperare nella Colonia Caesar Augusta (25 sec a.c.).

Racconta la storia che il discendente di Sancho Garcés III de Pamplona, chiamato il Grande (conosciuto come Imperator totius Hispaniae), fece del Contado de Aragón un regno, il suo nome era Ramiro I de Aragón (1035). Successivamente Alfonso I de Aragón el Batallador nel 1118. conquistò Zaragoza (Saraqusta in arabo) facendone la capitale dell' attuale provincia di Aragona e stabilì la sua residenza nella Aljaferia (palazzo dell'allegria) che era il palazzo arabo destinato alle feste di corte del re di taifa Abú Yafar Ahmad al-Muqtadir Billah (conosciuto come Al-Muqtadir) che riunì in quel palazzo importanti intellettuali. Il suo successore, Yúsuf Al-Mutamán, per proteggere il suo regno (da Alfono I ed i suoi alleati tra i quali i Barcellonesi), arrivò anche ad ingaggiare un famoso cavaliere, Rodrigo Díaz conosciuto con il nome di El Cid (1081). Alfonso I non a caso lo chiamarono  el Batallador; all'epoca era il Re di molti stati: Aragona e Pamplona ma governò anche Leon e Castilla nonchè Toledo dopo il matrimonio con Urraca di Leon (1109 -1126), figlia di Alfonso VI.
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COSA VEDERE IN ZARAGOZA.

LA SEO O LA CATTEDRALE DEL SALVADOR DE ZARAGOZA.
Era un antico tempio Romano posto sul Foro, come dice il museo omonimo che si convertirà per breve tempo in una Cattedrale Visigota sino al 716 circa quando cambia aspetto divenendo la Mezquita principale di Zaragoza. Dopo la conquista della città da parte di Alfonso I, che per la verità permise opportunamente (causa spopolamento e quindi carenza di artigiani, muratori etc), agli arabi di rimanere nella città, trasformò la Mezquita nella Cattedrale del Salvador (appunto la Seo). Si possono riconoscere i vari stili, romanico, gotico, mudejar, barocco e persino Isabellino (da Isabella la cattolica).

Spettacolare la cupola moresca, la collezione di tappeti (Museo de Tapices) e ovviamente, il retablo Mayor dello scultore Catalano Pere Johan con le tre scene centrali l'Epifania, la Trasfigurazione e l'ascensione, opera di Giovannidi Souabe. Il Campanile barocco anticamente  Mudejar, venne ristrutturato nel nuovo stile, più adeguato alla piazza dove sorge la Basilica del Pilar
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BASILICA DEL PILAR DI ZARAGOZA.
Entrando nella chiesa, fedeli e pellegrini cercano distintamente la nicchia dove si può toccare con mano un pezzo del "pilar ovvero una colonna (pilastro) di diaspro, lasciata in quel luogo nel lontano I secolo d.c..

Racconta la leggenda che San Giacomo (Santiago) nel suo lungo viaggio in Spagna con lo scopo di diffondere la parola ed il credo del Cristo, si fermò a Caesaraugusta (Salduie prima del 3° sec. - Saraqusta per gli arabi Zaragoza in Castigliano e Saragozza in Italiano). I tempi non erano propizi per i cristiani e le conversioni ancora meno, quando lo stesso Gesú esortò la Vergine Maria, che si trovava in Gerusalemme, ad aiutare gli Apostoli nella predicazione e conversione delle genti. Una schiera di Angeli, così racconta la leggenda, trasportò direttamente  la Madonna sulle rive dell'Ebro dove Giacomo in quella oscura notte pregava. Allora gli comparve la Vergine che l'esortò nella predicazione (simile all'episodio narrato sul Camino de Santiago di Muxia). Conseguentemente lo stesso Santiago costruì una cappelletta per proteggere il pilar (dalle dimensioni  di 170x 24) dove poggiava la Madonna trasportata dagli Angeli. Non mancano certamente racconti di fatti miracolosi dovuti alla venerazione della Vergine del Pilar.  Tale costruzione divenne in seguito una chiesetta e al tempo di Alfonso I un chiesa romanica di cui rimane solo il timpano.

Il Ponte de Pedra e la Basilica del di Pilar Zaragoza
Il ponte nasce sulle rovine del ponte romano eretto tra il I e II secolo La Vergine del Pilar, dicono, è la Vergine più venerata in Spagna.

La pietra devozionale e la Vergine del Pilar
La pietra devozionale (sinistra) e la Vergine del Pilar.
La Basilica del Pilar

La Basilica venne affrescata in diversi periodi che videro il contributo di Francisco Bayeu y Subías e Francisco de Goya che aveva sposato la sorella di questi (2 cupole facilmente identificabili). Dal ponte di Santiago colpisce la torre più alta (80 mt c.a) e le numerose cupole colorate (11).
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IL TORRIONE DELLA ZUDA.
Di lato alle mura romane incontriamo questa torre che in passato fece parte del palazzo reale (o del governatore) chiamato l' Alcazar (fortificazione) dei Re Arabi (inteso come i regni di Taifa). La Torre di Zuda era parte di un maggior immobile dove sembra ci fosse anche una porta di accesso alla città, mentre il palazzo dell' Aljaferia era destinato allo svago ed alla cultura, come già accennato. Una Volta conquistata la città, Alfonso I el Batallador ne destinò una parte ai Caballeros Hospitalarios de San Juan e del resto, ne fece la sua residenza in città. Le antiche mura romane erano di grandi dimensioni (7m) e attorniavano la città unitamente a 4 porte e 120 torri. Nel Museo di Zaragoza ancora possiamo vedere uno dei mosaici (Orfeo) prelevati da questo luogo. La Torre ci appare con le modifiche relative al XVI/XVII secolo.
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IL PALAZZO DELL'ALJAFERIA.
ALJAFERIA ZARAGOZADichiarato Patrimonio dell'Umanità, il palazzo Islamico venne costruito dal re di taifa Abú Yafar Ahmad al-Muqtadir Billah nel XI secolo. Di straordinaria bellezza, racconta la sua storia che vide i sovrani Arabi quali mecenati del regno.

Originariamente fu un accampamento militare musulmano (al-jazira, che vuo dire recinto) costruito nel 935 da Abderamán III (servitore misericordioso) che era Emiro del Califato di Cordoba. Il nome completo era Abd ar-Rahman ibn Muhammad della dinastia Omeya (Sunniti), che fondó la famosa Medina Azahara, (città di Zara - al-Zahrá , in onore  di una sua favorita). La Madīnat al-Zahrā'  di Abd ar-Rahman si trova vicino a Cordoba ed è il simbolo e l'ostentazione del potere del Califfato di Cordoba.

Quando Abú Yafar Ahmad al-Muqtadir Billah divenne Re (taifa di Saraqusta, Zaragoza) volle costruire in quel recinto militare il suo palazzo che per la sua bellezza e le magnifiche decorazioni (che possiamo ancora vedere), venne chiamato il palazzo dell'allegria. Dopo la Riconquista, si convertì nella residenza dei re di Aragona (Aljazar) sino al tempo dei Re Cattolici che si insediarono costruendo nuove  sale come la sala del trono e la Cappella di San Martino (ingresso). In seguito, divenne la sede dell'inquisizione e in tempi più recenti (XVIII XIX sec.) una caserma la cui cucina venne posta dove era la l'oratorio di Abú Yafar (che risulta essere orientata sulla Mecca).

Passato nelle mani di Alfonso I de Aragón si converte nel palazzo reale della Corona di Aragona e all'epoca di Isabella e Fernando, i Re Cattolici, venne ampliato con il fine di ostentare la grandezza dei Sovrani di Spagna che stavano per diventare i re più potenti dell'epoca grazie anche, alla scoperta delle Americhe. Circondato da un profondo fossato che mai vide l'acqua per evitare danni ai muri, oggi è la sede del Governo Aragonese: las Cortes di Aragón.

La visita guidata vi condurrà attraverso simboli, storie e leggende. La prima immagine che appare dopo l'entrata è il simbolo del paradiso come lo intendevano i signori dell'epoca. Passi del Corano si alternano nelle sale e l'unico animale che compare in una volta ricorda il suo costruttore. Nelle sale del palazzo incontrerete magnifici reperti arabi, ma anche una cella che detenne un personaggio misterioso, conosciuta come la Torre del Trovador. In verità la torre ebbe diverse utilità, essendo la più alta, da torre di osservazione, a ultimo baluardo del signore del castello (torre del homenaje, simile alla torre che in Italia chiamiamo, maschio), ed infine a prigione dell'inquisizione. 
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EL TROBADOR.
Qui nasce l'idea raccontata in un romanzo da un celebre scrittore Spagnolo, Antonio García Gutiérrez, che si svolge appunto nel Palacio del Aljaferia:"El Trobador", che racconta la storia drammatica che culmina con la morte nella torre, dei protagonisti, Manrico (Manrique -el Trobador) e di Leonora, due amanti osteggiati dal perfido Conte Luna.... ma sul finale il colpo di scena ancora più drammatico,  il Conte ha ucciso... inconsapevolmente suo fratello, scomparso anni indietro, ovvero Manrico. Il dramma divenne una celebre opera del nostro Giuseppe Verdi.
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TRA STORIA E LEGGENDA. IL GRAAL DI VALENCIA.
San Juan de la Peña, un monastero del XI secolo eretto probabilmente da Sancho Romirez figlio del primo Re di Aragona Ramiro I. Racconta la leggenda che in quel luogo,  pieno di antichi eremi, si conservava un misterioso calice che proveniva dal tesoro di Roma portato in salvo in questi luoghi da San Lorenzo, dicesi originario di  Huesca. San Lorenzo conobbe Papa Sisto II proprio in Zaragoza e ne divenne il diacono. Quando si trasferirono a Roma era il tempo delle persecuzioni e Lorenzo ricevette l'incarico di salvare la preziosa reliquia. ll calice misterioso sarebbe stato custodito gelosamente sino a quando Martino l'Umano (1356-1410), Re della Corona di Aragona (Confederazione Catalo Aragonese, e ultimo discendente della dinastia del Conte Bellón di Carcassonne che era il nonno di Guifré el Pilós 840-897), nel 1399 ne fece richiesta ai monaci portandolo nella Aljaferia di Zaragoza e che la Regina consorte (in seconde nozze), Margherita di Prades, donò alla Cattedrale di Valencia (esp)
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QUANDO IL REGNO DI ARAGONA DIVENTA LA "CORONA DI ARAGONA"
Guerre, riconquista, diritti di successione. Sono le parole che trasformarono il Re di Aragón in un potente monarca a capo di una confederazione che dominò buona parte dell'Europa a partire dal XII secolo. La storia inizia con Ramiro II di Aragona e Berenguer IV di Barcellona.... segui leggendo Storia della Corona Aragonese - Berenguer IV
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ZARAGOZA E LA GUERRA DI INDIPENDENZA.
Chiamata comunemente la guerra dei francesi o di liberazione (1808 -1812), Zaragoza dette il suo contributo di sangue per la liberazione e a testimonianza di questi fatti incontriamo alcune piazze che ricordano gli eventi bellici di quel secolo. Goya, fu uno dei maggior interpreti dei fatti del 2 e 3 Maggio 1808 a Madrid.

Plaza Santiago Sas (anticamente si chiamava Plaza del Carbon) ricorda le gesta di quel sacerdote di cui la piazza porta il nome che si distinse nella battaglia che si concluse con la cattura di Zaragozza. Per il suo valore, ottenne anche il grado di capitano ma alla fine fu ucciso dalle truppe francesi dopo la caduta della città.


La Chiesa di San Pablo ed in basso, il monumento a Agostona de Aragòn .
Una eroina che ricorda la guerra d'indipendenza la incontrate in Plaza del Portillo con la storia dell'eroina Agustina de Aragón che addetta al supporto delle truppe, si trovava vicino al cannone i cui operatori erano tutti morti quando vide avanzare le truppe francesi e da sola, apri il fuoco impedendogli di entrare (momentaneamente) in città.

El Barrio San Pablo. Santiago Sas era il parroco di questo quartiere, un barrio di lavoratori che combattè senza tregua gli invasori francesi, infatti le sue strade ancora oggi sono dedicate agli eroi di quei giorni e la stessa Agustina de Aragón risulta essere sepolta nella chiesa di San Pablo che possiede un magnifico campanile mudejar.

Le foto: La Chiesa di San Pablo ed in basso, il monumento a Agistona de Aragòn . Vedere il video.

La Chiesa di San Pablo.
Nell' antico quartiere medievale che si chiamava Poblacion del Rey, viveva un terzo della popolazione di Zaragoza, e per questo si teneva un importante mercato. Nel 1210 sorge anche una Eremita Romanica che con il tempo diviene una parrocchia dalle grandi dimensioni tale da essere considerata come la terza Cattedrale di Saragozza. Il suo campanile ottagonale si considera uno dei migliori esempi di stile mudejar e le sue grandi dimensioni consentono di salire lungo la torre per ammirare il panorama. Il retablo Mayor di San Pablo è stato eseguito da un importante scultore, Damián Forment (1480-1560) a cui si attribuiscono diverse opere tra le quali anche i retabli del monastero di Poblet e della cattedrale - la Basilica del Pilar di Zaragoza, il retablo Mayor. Si dice che la Chiesa di San Pablo, abbia visto lavorare tra le sue mura un abile artigiano doratore che in quei tempi si era trasferito in Zaragoza da Fuentetodos, un certo José de Goya, si certo, il padre di Francisco de Goya.
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Nota storica sulla guerra di indipendenza. Durante il regno di Carlo IV, il suo protetto, primo ministro Godoy, causò con la sua politica, dei malcontenti tra i nobili e la stessa popolazione che si ribellò assaltando il Palazzo Reale di Aranjuez dove stava Carlo IV. I tumulti furono fomentati dallo stesso figlio del Re, Ferdinando che divenne Sovrano di Spagna dopo l'abdicazione forzata del padre. 

Per questo Carlo IV chiese aiuto a Napoleone al quale aveva concesso il passaggio sul territorio Spagnolo per la conquista del Portogallo che allora, era alleato degli Inglesi, acerrimi nemici della Francia (Trattato di Fontainebleau
). Ma Napoleone con la scusa di far riappacificare Carlo e Ferdinando li attirò a Bayonne ponendoli sotto sequestro e costringendo Ferdinando a restituire la corona a Carlo e conseguentemente costrinse lo stesso Re a cedere la Corona a Giuseppe Napoleone che divenne Re di Spagna.

A causa di questo fatto, la popolazione di tutta la Spagna insorse contro gli invasori. La guerra non fu priva di lutti e atti di eroismo che troviamo in quasi tutte li città Spagnole. Viene menzionato particolarmente, Madrid, Zaragoza e Girona senza togliere il merito alle atre città.
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CHE VEDERE IN ZARAGOZA
LA SEO O LA CATTEDRALE DEL SALVADOR DE ZARAGOZA.
La Seo de Zaragoza sullo sfondo.
in primo piano omaggio a Goya e nel centro, il museo del "Foro" di Caesaraugusta
Mappa Monumenti Zaragoza - Cartina Saragossa
Cartina Monumenti si Zaragoza - Saragozza

MUSEI DI ZARAGOZA:
Museo Camón Aznar
Calle Espozy Mina, 23
Museo Plablo Gargallo
Plaza San Felipe,3
Museo de Tapices (dentro la Seo)
Plaza de la Seo
Museo del Foro di Caesaraugusta
Plaza de la Seo, 2
Museo de Zaragoza
Plaza de los Sitios,6
Museo Pablo Serrano
Paseo de Maria Agustin, 20
Museo del Puerto Fluvial de Caesaraugusta
Plaza San Bruno, 8

DOVE INCONTRARE LE OPERE DI GOYA
Basilica del pilar (Zaragoza)
Museo Carmon
Museo de Zaragoza
Palacio Arzobispal (Zaragoza)
Plaza de Nuestra Señora del Pilar, 19
Patio de Infanta (Zaragoza)
Calle San Ignacio de Loyola, 13

Museo Plablo Gargallo
Museo Plablo Gargallo
Scultura  el saluto Olimpico
Scultura el saluto Olimpico
Riproduzione delle Statue poste sulla Puerta de Maratón
Stadio Olimpico Barcellona

INFORMAZIONI TURISTICHE ZARAGOZA

Informazioni turistiche Zaragoza

Informazioni turistiche
Oficina de Turismo
La Plaza del Pilar 
+34 902 142 008
Festa della Vergine del Pilar
12 Ottobre
Zaragoza forma parte del Camino de Santiago
Casino de Zaragoza 
C/ Marqués Casa Jiménez

FOTO DEL PALAZZO DELL'ALJAFERIA.
Aljaferia
Aljaferia
Aljaferia - Zaragoza
il patio
disegni medievali
Simbolo del costruttore arabo
Aljaferia, il patio d'ingresso che rappresenta il paradiso
Aljaferia, il patio d'ingresso (santa Isabel) che rappresenta il simbolicamente il paradiso, con l'acqua la vegetazione e la bellezza.
IL PALAZZO DELL' ALJAFERIA ZARAGOZA SPAGNA
Il modello, sulla destra mostra la torre del Trobador
I graffiti nella cella del Trobador
I graffiti nella cella del Trobador
Scacchiera nella torre del homenaje Aljaferia Saragozza
Scacchiera nella torre del homenaje Aljaferia Zaragoza Spagna

Aljaferia Arte Mudejar compare un uccello simbolo del suo ideatore
Aljaferia; Arte Mudejar compare un uccello simbolo del suo ideatore. In pochissimi casi gli animali compaiono dell'arte mudejar.
Oratorio dell ' Aljaferia Zaragoza
L'Oratorio come un piccola mezquita nell ' Aljaferia di Abú Yafar Ahmad al-Muqtadir
Oratorio dell ' Aljaferia di Abú Yafar Ahmad al-Muqtadir
Oratorio dell ' Aljaferia Zaragoza Spagna

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